DDL ZAN: IMBARAZZANTE IGNORANZA CHE TRAPELA DAL TESTO

DISEGNI DI LEGGE E VECCHI FANTASMI

di Francesca Luchini

In un Paese normale il ddl Zan non verrebbe approvato per l’imbarazzante ignoranza che trapela dal testo. Sono ormai anni che anche i bambini, che con il progetto di legge si intenderebbe aiutare nell’individuare il proprio genere (sic!), hanno imparato a conoscere concetti come omosessualità, bisessualità, identità di genere…concetti completamente confusi nel testo. Sono arrivati tardi i signori!

Prescindendo dal fatto che l’identità di genere e di conseguenza la consapevolezza della propria sessualità, notoriamente non si sviluppano prima dell’adolescenza, e che quindi intervenire su bambini così piccoli è dannoso e sbagliato, è semplicemente ridicolo che un Parlamento in teoria composto da uomini non solo aggiornati, ma che anzi dovrebbero guidare la Nazione verso un sempre maggiore progresso, non abbia la più pallida idea di cosa discuta. Ma va bene così: è comunque un disegno di legge e come tale va discusso democraticamente. D’altronde la democrazia è il governo del popolo e se disegni di legge come questo finiscono per essere approvati di chi è la colpa? Da quando i tweet, e non i saggi da migliaia di pagine degli uomini che hanno veramente fatto l’Italia, sono il botta e risposta fra i politici non c’è molto da aspettarsi. Naturale che poi intervengano personaggi come Fedez, cantanti ed altri soggetti che con la politica e la legge non hanno nulla a che vedere…Se circo dev’essere almeno così è più accattivante.

Tuttavia il cabaret mediatico che in Italia (come al solito!) si è messo a correre intorno a questo ridicolo quanto disastroso ddl è grave e lo è per un motivo ben preciso: la spasmodica, disperata ricerca di uno stendardo politico da parte della Chiesa che le unghie dalla spina dorsale degli uomini liberi, già piegata dal duro lavoro svolto solo per trovare un lavoro, non riesce proprio a toglierle. Come una signora anziana continua a cercare per tutta la casa il marito ormai morto da anni, la piovra continua a cercare, pur sotto diverse forme, la fu DC. Ma quando si toccano i suoi beni o l’educazione dei più piccoli in un baleno recupera la sua forza, elabora il lutto e corre a cercare nuovi avvocati fra i vari schieramenti. Sia chiaro: questi baldi giovanotti non avranno il peso di difenderla apertamente…sarebbe troppa la responsabilità, troppa per loro (che devono apparire laici per salvaguardare la loro carriera) e per la Chiesa stessa (che ogni volta deve apparire il meno possibile per essere sempre presente). Allora è giusto per i soldatini di oltre Tevere mettersi una maschera (o mascherina!) di quelle bellissime con scritto “libertà d’espressione”…La libertà di chi? A quanto pare la libertà di coloro che da sempre la violentano in nome dei loro principi.

Questo dunque il problema: ogni volta che è in discussione un progetto di legge manifestamente ridicolo, specie in materia di diritti delle minoranze ed omosessualità, solo la Chiesa si muove per non farlo approvare, peccato che lo faccia mangiandosi pezzi sempre più grossi della nostra società. Avanti così. La soluzione? Ancora non pervenuta.

Un consiglio però lo posso dare. Ai bambini non parlate della loro identità sessuale o di genere, non parlate delle loro scuole dove, specialmente nelle cattoliche, si insegna da sempre la libertà d’espressione (vero?!), parlate della libertà, quella vera, quella che insegna alle persone a stare in piedi senza chiedere il permesso e senza le stampelle intellettuali di vip, di politici o della Chiesa; perché la libertà impone la responsabilità di pensare e di non delegare il proprio pensare ai propri personaggi preferiti.

Certamente io non sono un avvocato belante e poco zelante dello Stato dei vip o della Chiesa, perciò il mio vuole essere solo un consiglio, non un’imposizione.