SPADOLINI PARLA AI CONTEMPORANEI


CON L’ACADEMY DEL TALENTO IL SUO PENSIERO E’ SEMPRE VIVO

Di Luigi Tivelli

Certi giornali stanno dedicando pagine intere al ricordo di Giovanni Spadolini a 100 anni dalla nascita.

Facendo crescere man mano quello che amo definire il “commemorazionismo”.

Certo si può dire che a 34 anni era già direttore del Carlino,  a 40 vinse la prima cattedra in storia contemporanea in Italia, poco dopo fu direttore del Corriere della Sera.

Si può aggiungere che nel 1975 fu fondatore del Ministero della cultura, nel 1981 fu il primo presidente del Consiglio laico non democristiano e poi più volte ministro e poi presidente del Senato.

Ciò che importa però sottolineare è quello che Spadolini tuttora dice ai contemporanei, evidenziando i messaggi di grandissima attualità che provengono dalle sue opere.

Spadolini è stato, infatti, all’origine di due questioni ancora aperte nella politica italiana. In primo luogo la questione del premierato di fatto perché varò da presidente del Consiglio un “Decalogo istituzionale” teso a rafforzare i poteri del presidente del Consiglio senza sminuire quello del capo dello Stato.

Pur solo con poche piccole e medie riforme. Di non minore rilievo è il segno che Spadolini ha lasciato con l’introduzione della mozione motivata di fiducia. Perché consapevole che nella nostra forma istituzionale per avere un Governo forte serve un Parlamento forte. Mentre oggi viviamo un profondo squilibrio istituzionale….

Il secondo aspetto è relativo alla vicenda del primo atto istituzionale della nascita della Seconda Repubblica che trova nella memoria di Spadolini un simbolo indelebile.

Ancora oggi gli esponenti migliori del centrodestra si pentono di non aver sostenuto il rinnovo di Spadolini come presidente del Senato perché quella votazione all’arma bianca in cui prevalse per un voto Carlo Scognamiglio diede avvio a quel “bipolarismo muscolare all’italiana” che tanti danni ha fatto e che perdura.

Anche perché all’epoca il presidente della Repubblica Scalfaro non era certo innamorato di Silvio Berlusconi come presidente del Consiglio….E avere una seconda carica dello Stato come Spadolini capace di aprire il terreno alla Seconda Repubblica con equilibrio e moderazione sarebbe stato interesse da parte di tutti. Pochi mesi dopo quel voto infausto poi Spadolini morì il 4 agosto di 31 anni fa.

Ora l’Academy di cultura e politica Giovanni Spadolini e l’Academy Spadolini del Talento non fanno commemorazionismi ma sviluppano l’attualità del pensiero e dell’esempio di Spadolini.

Una personalità di grande talento come lo sono i membri delle due Academy intestate al suo nome.

In un arco molto largo di cultura rappresentate, con giornalisti, da Stefano volli a Tommaso Cerno, e grandi vecchi come Lamberto Dini e Giuseppe De Rita, oltre che vicepresidenti dell’Academy del Talento come Maria Rita Parsi, Francesco Giubilei e Mario Caligiuri e talentuosi giovani.

Tutte figure che hanno basato o vogliono basare la loro carriera sul merito. Come del resto sul merito e sulla cultura ha basato la sua Giovanni Spadolini.

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Questo articolo è stato pubblicato sul quotidiano “Il Tempo” del 3 agosto 2025.