“L’ALTA POLITICA, L’ALTRA POLITICA”. RICORDANDO SAVERIO COLLURA
di Franco Torchia
Qualche giorno fa ci ha lasciato Saverio Collura, grande repubblicano, uomo rigoroso, spesso al limite della intransigenza nella difesa dei valori nei quali si riconosceva e per cui ha lottato per tutta la sua esistenza.
Ho conosciuto Saverio nel lontano 1985, in occasione delle elezioni comunali di Roma.
Mi ero trasferito nella Capitale, due anni prima, dopo la laurea, proveniente dalla mia Calabria.
La mia frequentazione con gli uffici del Partito repubblicano italiano in Piazza dei Caprettari era continua. Conoscevo quasi tutti in quanto ero stato componente della Direzione nazionale della Federazione Giovanile Repubblicana dal 1976 fino al 1982.
Appena arrivato a Roma mi impegnai per le elezioni politiche di giugno del 1983 in cui il PRI ebbe un gran bel risultato per gli effetti della Presidenza Spadolini.
A Roma furono eletti Oscar Mammì, Mauro Dutto, Mario Di Bartolomei.
Per quel che ho potuto, ho offerto il mio sostegno a Mauro Dutto, giornalista Rai, conosciuto presso gli uffici di Via del Burrò, con il quale entrai subito in sintonia.
Le elezioni politiche portarono in Parlamento anche un amico calabrese, Francesco Nucara con il quale cominciai a collaborare.
In quel periodo il partito romano era diviso in due gruppi, gli amici di Mammì e gli amici di Dutto. Saverio Collura era tra gli amici di Mammì.
Alle elezioni comunali di Roma del 12 maggio 1985 fui convinto da Dutto a candidarmi con il Partito Repubblicano Italiano. Lo feci con grande entusiasmo ed orgoglio!
Sarebbe stata la mia prima volta in una elezione romana.
C’era poco tempo e non mi potevo permettere di fare brutta figura. Cominciai a girare per la capitale alla ricerca di calabresi i quali potevano essere la mia unica fonte elettorale, in assenza di amici romani.
Il risultato fu sorprendente e riuscii ad ottenere quasi 300 voti che, su una lista di 80 candidati, mi consentirono di posizionarmi nei primi 20 posti.
Collura rimase stupito e mi fece complimenti sinceri.
Il PRI con quasi il 4% dei voti elesse tre consiglieri comunali, Oscar Mammì, Mario De Bartolo, Ludovico Gatto. Nel dicembre del 1986 Mammì si dimise e subentrò Collura, il quale nel 1988 divenne assessore.
Alle successive elezioni amministrative del 1989 Collura fu rieletto consigliere e, nel 1992, nominato nuovamente assessore.
Alle elezioni politiche del 1987 Saverio mi chiese di fare campagna elettorale per Oscar Mammì, ma non ce ne era bisogno perché insieme a Francesco Nucara eravamo già impegnati in quella direzione.
Da allora le nostre frequentazioni aumentarono, in particolare quando fui chiamato da Oscar Mammì nella sua segreteria al Ministero delle Poste.
Negli anni successivi i miei pressanti impegni ministeriali unitamente a quelli amministrativi di Saverio avevano limitato del tutto i nostri incontri.
Quando nel 2001 Francesco Nucara, oltre ad essere sottosegretario all’Ambiente nel Governo Berlusconi, fu nominato Segretario del PRI in successione di Giorgio La Malfa, i miei impegni mi portavano spesso alla sede del PRI di Corso Vittorio ed in occasione delle riunioni di Direzione nazionale, tra gli altri, incontravo anche Saverio.
Da allora è stato un crescendo ed ho avuto modo di apprezzarne le qualità, la coerenza alle proprie idee, ma soprattutto la lealtà verso il partito anche se in opposizione alla segreteria. Collura, insieme ad alcuni repubblicani romagnoli, era uno dei promotori delle mozioni di minoranza che durante i congressi spingevano per il superamento dell’alleanza con il centro destra.
Questa anima critica all’interno della Direzione nazionale aiutava il PRI ed i suoi rappresentanti in Parlamento di guardare alla politica del Governo con obiettività e trasparenza.
Con la crisi del Governo Berlusconi nel 2011, anche nel Partito si aprì una forte riflessione sul futuro delle battaglie repubblicane e la segreteria diede l’incarico proprio a Saverio Collura di elaborare un progetto politico che si collegasse alle esperienze ed alla cultura della tradizione europea liberaldemocratica.
Nacque così il progetto liberaldemocratico che il PRI iniziò a diffondere in tutta la penisola con varie iniziative.
Non solo !
Il Consiglio nazionale del 21 settembre 2013 ha approvato il documento di base per il congresso nazionale del PRI preparato da un gruppo di lavoro coordinato da Collura.
Il nucleo del documento era “ La Costituente Repubblicana, Liberal-democratica”, un obiettivo fondamentale da perseguire negli anni successivi per aprire la cultura politica repubblicana alle persone, per sollecitare l’impegno dei cittadini in politica e per instaurare un nuovo rapporto fiduciario tra gli elettori italiani ed il PRI.
La passione di Saverio per questo progetto ha aperto all’interno del Partito un dibattito molto proficuo che esaltò la capacità dei repubblicani di riaffermare la propria funzione politica nel Paese. In un anno molto si è scritto e detto attorno al progetto liberaldemocratico e si sono costruite le basi per un rilancio del partito repubblicano nell’ambito di un progetto di governo dell’Italia.
In qualità di segretario nazionale organizzativo fui totalmente coinvolto rischiando di allentare il mio impegno di assessore regionale in Calabria.
Saverio si preparava a raccogliere i frutti della sua operatività e, quando nel gennaio del 2014 Francesco Nucara si dimise dalla Segreteria, lui era uno dei candidati alla successione.
Infatti, dopo un periodo di solo 43 giorni di coordinamento affidato a Giuseppe Ossorio, il 20 marzo 2014 il Comitato di segreteria ha nominato Saverio Collura nuovo Coordinatore del PRI.
Lavorammo fianco a fianco molto intensamente per preparare il 47° congresso nazionale che si è svolto a Roma a marzo del 2015.
Fu il congresso che incoronò Collura coordinatore nazionale del PRI.
Collura guardava ad un progetto molto ambizioso per le potenzialità del partito. Coniò uno slogan che era molto efficace ed auspicava che dal Congresso potesse venir fuori un grande partito, per un’Alta Politica, “Per L’Altra Politica”.
Uno slogan che fu la sua costante quasi ossessiva fino alla morte.
Purtroppo Saverio non aveva fatto ancora i conti con le esauste energie umane, elettorali e finanziarie del Partito.
I suoi primi impegni infatti non sono stati politici ma di natura organizzativa e la prima iniziativa fu il trasferimento della sede del partito a Via Turba. Quella di Corso Vittorio era finita ormai nelle mani dei creditori.
La seconda fu il taglio del numero dei dipendenti con alcuni licenziamenti.
Per ricostruire le finanze del partito completamente azzerate avviò una campagna straordinaria di finanziamento unitamente ad un’azione per portare alla luce limiti, negligenze e responsabilità.
Queste iniziative segnarono profondamente l’attività del coordinatore nazionale e portarono a tensioni all’interno del partito.
Inevitabilmente si ebbero ripercussioni sulle attività politiche e Saverio si rese subito conto che il suo sogno congressuale si stava infrangendo contro la cruda realtà.
Nel Consiglio nazionale del PRI del 30 gennaio 2016, appena dieci mesi dopo la sua elezione, Saverio Collura si dimise da coordinatore del PRI.
Nonostante si fosse diffuso ormai un malessere generalizzato, mi colse una forte delusione derivante da una sensazione di vuoto come di un languore interno perché ero cosciente che le vicende successive sarebbero state ancora più pesanti.
Le attività del nuovo Comitato di Segreteria di cui, per breve tempo, ho fatto parte hanno inferto nella mia persona ed in tanti altri amici delle ferite profonde che non sono tuttora rimarginate.
Purtroppo, per rigore di verità, devo dire che Saverio, forse suo malgrado, si è reso partecipe, qualcuno dirà “protagonista”, di una parte dei fendenti.
Ma io lo voglio ricordare come un amico con il quale con reciproco rispetto fino alla fine ho interloquito di politica, di economia, e mai più di questioni interne al PRI.
Collura mancherà tantissimo ai repubblicani, in particolare a quelli romani.
Mancherà pure a me.
Ai familiari tutti le mie sincere condoglianze.



