SERGIO PACOR : UN REPUBBLICANO MAZZINIANO – LO RICORDANO MARRAMI E TORCHIA

IL RICORDO DI UMBERTO MARRAMI

Sergio Pacor ci ha lasciato e vorrei che le condoglianze arrivassero alla famiglia.

Ho conosciuto Sergio come repubblicano mazziniano. 

Un repubblicano speciale perché sapeva interpretare la partecipazione alla vita del PRI senza mai discostarsi dalle qualità personali che lo distinguevano, la coerenza con le proprie convinzioni, la moderazione nella dialettica e nel confronto, la propensione costante e naturale verso la ricerca della via di mezzo per superare le difficoltà e gli scogli che apparivano insormontabili, l’equilibrio nelle relazioni.

Saggezza, disponibilità, rispetto dei princìpi, tre caratteristiche che sostanziavano ogni frangente della sua vita nel partito repubblicano.

Vorrei ricordare la sua fede repubblicana con un pensiero di Francesco Nucara, l’ultimo dei grandi segretari nazionali del PRI fino al dicembre 2017.

Pochi giorni prima della sua scomparsa Nucara mi chiamò e nella lunga telefonata all’impronta di sentimenti e di stima, insieme disegnammo il nostro futuro nella politica, un uomo coraggioso ed indomito.

Prima di chiudere ebbe a dirmi “caro Umberto, di repubblicani veri ne siamo rimasti in pochi e ne citò alcuni, anzi pochissimi, ed in cima alla lista c’era il nome di Sergio Pacor.

IL RICORDO DI FRANCO TORCHIA

Il mio rapporto con Sergio Pacor è stato molto piacevole e caratterizzato da stima e rispetto reciproco.

Sostanzialmente vivendo io a Roma e lui a Trieste è stato limitato alla nostra militanza all’interno del Partito Repubblicano Italiano ma, sono sicuro, sarebbe stato proficuo  anche al di fuori delle attività politiche.

Non mi ricordo precisamente quando ci siamo conosciuti ma il nostro rapporto si è fatto più stretto dopo il Congresso nazionale del 2007.

Era una persona fuori dal comune, competente, educato e molto empatico.  

In quell’occasione ed ascoltando il suo intervento ho colto la passione politica ed il coraggio di dire quello in cui credeva.

Del PRI esaltava  la storia, le battaglie economiche e soprattutto la politica estera. Di questa apprezzava due punti fondamentali: il “rapporto privilegiato  con il mondo occidentale e con il nostro alleato preferenziale gli USA” ed il “rapporto leale con Israele avamposto culturale occidentale” nel Medio Oriente.

Oggi sicuramente avrebbe difeso le ragioni degli Stati Uniti rispetto alla vicenda iraniana.

La sua presenza alle riunioni della Direzione Nazionale era costante e si rammaricava quando non poteva partecipare per altri impegni professionali.

Affrontava gli argomenti ed i temi in discussione con molto interesse ma soprattutto con pacatezza e competenza e si interfacciava con le persone con molta lealtà e sincerità.

Dopo la sua nomina a responsabile regionale del PRI in Friuli Venezia Giulia nel 2005 ci sentivamo spesso.  

Era da poco tempo diventato Presidente del consiglio comunale di Trieste e la cosa lo inorgogliva soprattutto perché come diceva rappresentava “ un partito di frontiera” che non stava né da una parte né dall’altra ed era un “unicum nella politica italiana”.

Era, tuttavia, convinto che “ il confronto principale sarà tra due aree di pensiero” e che il partito avrebbe dovuto ritrovarsi in quella più affine alla propria storia e tradizione come il grande partito europeo dell’ALDE. Per Pacor era importante “fare ancora riferimento a Mazzini  e  promuovere la circolazione della conoscenza del nostro patrimonio culturale con la consapevolezza del ruolo che abbiamo avuto nella storia d’Italia.”

Ha ricoperto anche la carica di assessore alla provincia di Trieste e Vice sindaco della città.

Nella sua città aveva cercato di dare una precisa identità alle sue azioni ed iniziative, caratterizzando il partito rispetto alle altre forze politiche.

Durante le riunioni era sempre propositivo e, nei momenti difficili, riusciva a trovare le soluzioni giuste per affrontare i problemi. Mi ricordo in particolare in un Consiglio nazionale di gennaio 2016 fece la proposta, approvata a grande maggioranza, di costituire un gruppo di lavoro cui affidare la missione di predisporre un “programma di azioni per l’abbattimento del debito” da proporre al Consiglio Nazionale in un tempo definito.

Da perfetto giurista, si era impegnato più di ogni altro nella riforma dello Statuto del partito.

Nel 2017 abbiamo vissuto insieme uno dei periodi più tristi della vita del PRI, in seguito a vicende deplorevoli e a soprusi perpetrati dalla segreteria nazionale con atti compiuti in aperte violazioni dello statuto ed ai limiti dell’illecito penale.

Ci siamo opposti con lo scopo di ripristinare le regole interne, purtroppo inutilmente.  Insieme ad altri amici, ha avviato un’azione giudiziaria a difesa delle norme statutarie per opporsi anche sul piano legale alla barbarie commessa nei confronti della storia e della tradizione di un grande Partito e del suo simbolo, subendo insieme a Francesco Nucara l’onta della sospensione del partito e del deferimento ai probiviri.

Quelle vicende amare ci portarono fuori dal Partito ma anche la gioia della costituzione dell’Associazione “Repubblicani”.

Pacor successivamente rientrò nel PRI, così come fece Nucara.

Sergio Pacor è stato anche un valente avvocato con uffici in molte città d’Italia e all’estero.

Come avvocato è stato Coordinatore del collegio di difesa del Prof. Franco Basaglia.

E’ stato consigliere di amministrazione, amministratore delegato e Presidente di diverse società pubbliche.

Ha ricoperto prestigiosi incarichi nel mondo della cultura.

Coordinatore generale della mostra sul neoclassico e neoclassico contemporaneo nel 1990.

Presidente dell’Archivio Europeo del Neoclassico, importante banca dati e centro studi sull’urbanistica, dal 1990 al 1997 e cofondatore della rivista “Neoclassico” edita da Marsilio.

Presidente del Curatorio del Museo d’Arte Moderna Revoltella dal 2006 al 2016.

Presidente del Club della Repubblica di Trieste dal 2004.

Componente del direttivo del Circolo Cultura delle Arti di Trieste e Direttore della sezione audiovisivi (pittura, scultura).

Membro del “think-thank” Giovanni Spadolini di Milano costituito nel 2016.

Presidente del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia Domenico Rossetti dal settembre 2016.

Sergio si è spento lo scorso 7 aprile.

Da pochi giorni era ricoverato presso l’ospedale di Cattinara in seguito al peggioramento delle condizioni di salute.
Ciao Sergio ti ricorderò con affetto e gratitudine, ma soprattutto con rispetto ed onore per avermi concesso la tua amicizia e la tua stima.

Un grande e caloroso abbraccio alla moglie Tiziana e a tutti i familiari.