IL DECLINO DELLA SOCIETA’

Post di Franco Torchia

Non sempre mi sono trovato d’accordo sugli articoli scritti da Ernesto Galli della Loggia, ma oggi ho apprezzato nella sua interezza il contenuto del suo editoriale sul Corriere della Sera.
Già il titolo “Il bel Paese è diventato brutto” sintetizza in modo eloquente il sentimento di amarezza e la tristezza nel vedere il lento declino dell’Italia in tutte le sue espressioni.
La decadenza morale e civica dei suoi abitanti, il degrado della qualità della vita e del costume degli italiani.
Viviamo tempi di cattività e di grande malessere e senza ombra di dubbio il motivo può essere, in gran parte, imputato all’abbassamento del reddito e all’aggravamento delle condizioni di vita delle persone che, negli ultimi 20 anni, hanno visto gradualmente venir meno tutte quelle garanzie sociali ed economiche che erano state alla base della crescita del primo dopoguerra.
Il Bel Paese ha progressivamente perso tutte quelle caratteristiche che avevano rappresentato una grande opportunità di vita per gli individui che vedevano in esse il simbolo del riscatto del nostro Paese dal periodo fascista con un sempre maggiore ancoraggio alle grandi potenze occidentali.
Il rapporto tra lo Stato e i cittadini è entrato precipitosamente in crisi quando sono crollati o comunque trasformati le più importanti strutture di aggregazione quali i partiti e i movimenti sindacali che rappresentavano la principale fucina di formazione delle classi dirigenti del Paese.
Nelle scuole di ordine e grado si è rotto il rapporto tra docenti e alunni, nella cultura italiana hanno fatto ingresso prepotentemente gli strumenti del Web e, negli anni, è venuto meno il convincimento che bastasse studiare per poter ambire ad una vita migliore e piena di soddisfazioni.
I giovani hanno cominciato a ritardare il momento in cui si sentivano pronti ad affrontare autonomamente il proprio futuro e a realizzare i propri sogni perché hanno sempre più paura di non farcela ed è iniziata a farsi pressante la competizione tra le generazioni con gli adulti ben lungi dall’assumersi le proprie responsabilità.
La società ha cominciato lentamente a regredire con devastanti effetti su alcune classi sociali, in particolare il ceto medio, fino ad allora colonna portante della società, che lentamente si è impoverito fino al momento in cui ha cominciato a rivoltarsi contro la classe politica e le stesse istituzioni additate come centro del malaffare e della corruzione.
In questo clima si è andati di gran corsa verso il disfacimento totale dei valori e verso il tramonto dei principi fondamentali su cui si basa la nostra democrazia, preoccupandosi esclusivamente di rivendicare i propri diritti di cittadini e dimenticando le più elementari regole di convivenza civile.
Ed allora, le Istituzioni, la scuola, le confessioni religiose, tutte le strutture che ancora hanno la capacità di aggregare i cittadini è necessario che si preoccupino di invertire questa pericolosissima tendenza.
Occorre fare uno sforzo, a cui sono chiamati essenzialmente gli adulti e le famiglie, quello di indicare con forza quelli che sono i DOVERI da assolvere secondo le prescrizioni che ci derivano dalla Morale e dall’Etica.
Ne va di mezzo la storia millenaria della nostra civiltà.

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