CONTRO LE SPECULAZIONI DI BORSA

PROTEGGERE IL NOSTRO PAESE DAI “PREDATORY BUYING”

Post di Franco Torchia


Circa 15 giorni fa quando i mercati azionari per diverse sedute consecutive hanno registrato grossi ribassi, abbiamo invocato la momentanea sospensione dell’attività della Borsa di Milano.
Avevamo paventato il rischio che qualcuno potesse fare man bassa, a buon mercato, dei principali asset del nostro Paese.
Temiamo che la speculazione di quei giorni, effettuata attraverso forti vendite allo scoperto, e fermata con grave ritardo dalla Consob, abbia provocato gravi danni alle nostre società quotate in borsa.
Lo sapremo con certezza alla fine di questa drammatica emergenza.
Anche la Commissione europea che aveva sollecitato gli Stati membri ad essere vigili, due giorni fa ha approvato una Guida per indicare agli Stati membri le misure da adottare per fronteggiare le acquisizioni di importanti infrastrutture strategiche da parte di operatori stranieri.
L’emergenza Covid-19 ha indebolito fortemente il nostro sistema economico e soprattutto sanitario ed il rischio paventato è diventato oggi più possibile.
L’intervento di questi giorni di Paesi come la Cina e la Russia a sostegno dei nostri operatori, oltre alla buona volontà di aiutarci, dimostra anche come sia alta la voglia di capire come le nostre eccellenze sanitarie si stiano muovendo per affrontare la pandemia ed eventualmente attingere metodologie ed intelligenze.
La stessa velocità con la quale molte importanti industrie italiane sono riuscite a riconvertire le loro attività produttive per adattarle all’emergenza sanitaria hanno sollecitato l’attenzione di Paesi interessati ad acquisirne capacità e strumentazioni.
La globalizzazione ed il libero mercato consentono ad investitori esteri di operare acquisizioni e le ricchezze economiche e naturali dell’Europa ed in particolare del nostro Paese hanno da sempre stimolato gli appetiti delle grandi multinazionali estere.
Quindi oggi più che mai diventa assolutamente necessario proteggere le nostre aziende dalle aggressioni esterne, soprattutto perchè l’acquisizione del controllo di società fondamentali ed utili per poter riattivare e sostenere la nostra capacità di ripresa potrebbe comportare direttamente o indirettamente una minaccia per la sicurezza e la stabilità finanziaria del Paese.
La Commissione europea, che vuole dimostrare a tutti i costi che l’Europa c’è, chiede agli Stati membri di utilizzare tutti gli strumenti utili per impedire che questo avvenga anche attraverso l’uso della “golden shares” che consente allo Stato di bloccare le scalate di importanti società.
Occorre soprattutto proteggere le piccole start-up, che operano nel campo della ricerca e della tecnologia, le quali pur essendo di modesto valore economico potrebbero essere di importanza strategica per l’Italia.
E’ importante quindi che la gravità della situazione sanitaria non ci faccia perdere di vista le questioni di vitale importanza per il nostro Paese e che le ripercussioni sul tessuto sociale ed economico dell’Italia non siano causa di facile accesso alle nostre imprese da parte di avvoltoi finanziari internazionali.

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