LA SCOMPARSA DI PEPPINO OSSORIO

IL RICORDO DI FRANCO TORCHIA

Peppino Ossorio prima di tutto era un amico, di quelli sinceri.

Lo ricordo con molto affetto e, negli ultimi anni, ci siamo sentiti ed incontrati spesso, in particolare quando i suoi impegni lo portavano nella Capitale.

Quando mi capitava di andare a Napoli non poteva mancare il nostro caffè unitamente ad un babà al Gambrinus e la passeggiata su Via Chiaia.

Ci confrontavamo sui temi della politica ed ultimamente anche sui due grossi conflitti in corso. Nella maggior parte dei casi eravamo della stessa opinione, ma anche quando avevamo vedute diverse il rispetto e la sensibilità per le osservazioni dell’altro erano totali.

Era molto attento ai problemi della sua Napoli, che amava sopra ogni cosa.  I suoi articoli denuncia  sulle condizioni della città attraverso le pagine di “Repubblica” erano diventati un punto di riferimento per molti suoi concittadini.

Le sue riflessioni sulla “questione meridionale” erano la costante della sua esperienza politica, sulla scia di Francesco Compagna di cui era stato allievo ed amico.

E’ stato un grande esponente della tradizione repubblicana.

Il suo percorso politico, tranne un breve periodo, si è svolto all’interno del Partito Repubblicano, sin dalla giovane età. Molto legato allo storico Giuseppe Galasso con cui ha condiviso gli scranni di Palazzo San Giacomo per otto anni, riusciva a trasmettere con lucidità e competenza la sua visione della politica.

Dopo quello di consigliere comunale ha ricoperto l’incarico di consigliere provinciale, regionale ed infine parlamentare.

Nel 2001 aveva abbandonato il PRI per poi rientrare nel 2011 in quello che fu l’ultimo grande congresso nazionale del PRI.

Peppino Ossorio in quel momento era parlamentare e, dopo il congresso, insieme al Segretario del PRI Francesco Nucara diede vita alla componente parlamentare “Repubblicani – Azionisti” all’interno del gruppo misto della Camera dei deputati.

Durante i due anni che mancavano alla fine della legislatura, Ossorio rappresentò egregiamente le istanze dei repubblicani in Parlamento. In questo periodo il nostro rapporto si consolidò ed i contatti erano quotidiani.

Quando a gennaio del 2014 Francesco Nucara si dimise dalla Segreteria nazionale del PRI, il partito guardò ad Ossorio come suo successore, cosa che avvenne dopo pochi giorni.

Il suo incarico di coordinatore del PRI durò soltanto 43 giorni perché vicende interne al partito che riteneva insormontabili  lo convinsero il 15 marzo 2014 a rassegnare le sue dimissioni.

In quelle poche settimane io fui al suo fianco ed ebbi modo di apprezzarne tutte le qualità prima di tutto l’intelligenza, la sua onestà intellettuale e la fiducia nell’amicizia. Ho cercato di dissuaderlo dalla sua decisione ma essa fu irrevocabile.

Quando insieme ad altri repubblicani ho fondato l’associazione “ Repubblicani” ho provato a convincerlo ad avviare iniziative comuni e si era dimostrato molto interessato.

Lui era molto preso dalle attività nella sua Napoli e, purtroppo, forse per causa mia, ma ci si è messo in mezzo anche il Covid, non siamo mai riusciti a dare attuazione ai nostri propositi.

La notizia della sua scomparsa mi rattrista e mi addolora profondamente perché perdo un amico al quale mi legava lo stesso amore per la politica e per la cultura e soprattutto il rispetto per le opinioni altrui.

Un abbraccio ai familiari ed ai repubblicani campani!

Ciao Peppino!

Intervento alla Camera dei deputati